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Il lavoro delle professioniste dopo l’emergenza Covid

Dall’ambito tecnico, alla salute, fino al mondo della consulenza giuridica e fiscale, la domanda di servizi professionali è destinata ad aumentare, offrendo occasioni importanti di crescita a chi voglia e si faccia trovare pronto all’appuntamento.

Di Marina Calderone, Presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro


Marina Calderone, Presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro

La pandemia ha messo duramente alla prova il mondo del lavoro e, in particolare, il lavoro autonomo. In questo comparto, la componente femminile ne è uscita decisamente provata. Le ragioni che hanno visto le donne ancora una volta maggiormente penalizzate rispetto agli uomini sono facilmente intuibili. Hanno pesato, intanto, le difficoltà di conciliazione tra attività professionale e impegni famigliari, aumentati a seguito della chiusura delle scuole e delle difficoltà di accesso ai servizi di assistenza di anziani o famigliari non autosufficienti. Ma ha giocato a loro sfavore anche la maggiore fragilità professionale che spesso ne caratterizza l’attività, associata più frequentemente a dimensioni organizzative ed economiche ridotte. Una tendenza che, se da un lato trova ragione nella minore “anzianità” delle professioniste (il boom di accessi femminili alle professioni è avvenuto a partire dagli anni duemila) dall’altro è sintomo di una difficoltà a consolidare la propria attività professionale che finisce per esporle ad un più elevato rischio di uscita dal sistema.
Tuttavia, proprio la crisi può rappresentare un punto importante di ripartenza, anche per innovare con nuovi strumenti e modalità un modo di fare professione, al femminile, che ha assoluto bisogno di rafforzarsi e diventare più competitivo.

La domanda di servizi professionali è destinata ad aumentare, offrendo occasioni importanti di crescita

PROSPETTIVE FUTURE
I prossimi mesi non mancheranno di presentare a tutte le professioniste nuove opportunità. Dall’ambito tecnico, alla salute, fino al mondo della consulenza giuridica e fiscale, la domanda di servizi professionali è destinata ad aumentare, offrendo occasioni importanti di crescita a chi voglia e si faccia trovare pronto all’appuntamento.
C’è per questo, tuttavia, bisogno che le professioniste e il sistema che le rappresenta agisca con maggiore determinazione e coraggio in direzione del rafforzamento di tale componente, sia dal punto di vista professionale sia organizzativo.
Le professioniste sono chiamate, innanzitutto, a rafforzare il proprio bagaglio di competenze, in una logica di innovazione. In modo da dare valore aggiunto alla loro presenza sul mercato. Solo intercettando i nuovi spazi di mercato è possibile compiere quel salto di qualità che richiede sempre più specializzazione nei servizi e nelle conoscenze. Al tempo stesso, è di fondamentale importanza consolidare tutto quel bagaglio di competenze trasversali necessarie a gestire l’innovazione tecnologica. Quest’ultima inizia a impattare così profondamente sul mondo delle libere professioni e rischia, se non adeguatamente presidiato, di divenire in prospettiva un ulteriore elemento di spiazzamento per l’attività di tante iscritte.
In secondo luogo, è importante coltivare quanto più possibile quello spirito di rete che ancora fa fatica a maturare tra chi svolge la libera professione. Le donne hanno per loro natura una dimensione di relazionalità che troppo spesso rischia di essere sacrificata dalla mancanza di tempo a loro disposizione. È invece prioritario alimentarla e coltivarla. Non solo nei confronti della clientela, sfruttando anche le opportunità offerte dalla comunicazione digitale, ma soprattutto di tutto quel mondo professionale, fatto di collaboratori, colleghi, fornitori e committenti oggi più che mai determinante per l’accesso agli incarichi professionali.

È importante sostenere le professioniste con strumenti che ne supportino la continuità professionale nei passaggi di vita più critici

CONCILIARE VITA PROFESSIONALE E PRIVATA
Al tempo stesso, va diffusa la consapevolezza presso le istituzioni e i soggetti di rappresentanza che le donne oggi hanno bisogno di essere supportate con strumenti specifici in grado di far compiere quel salto di qualità da tempo auspicato e che nei prossimi mesi potrebbe trovare concretezza.
Se quello della conciliazione resta per tante professioniste ancora un elemento critico nel determinare l’evoluzione dei percorsi di carriera, allora è importante sostenerle con strumenti che ne supportino la continuità professionale nei passaggi di vita più critici. Dai servizi di welfare alle reti di collaborazione tra professioniste, è necessario far crescere una struttura di sostegno al lavoro delle lavoratrici autonome sulle quali l’impossibilità di conciliare rischia di avere le ricadute più gravose.

LE PROFESSIONI TECNICHE AL FEMMMINLE
Anche il rafforzamento della presenza femminile nei settori professionali con maggiore potenziale di crescita dovrebbe rappresentare un obiettivo prioritario, per Ordini e istituzioni, da attuarsi anche attraverso un’azione di sensibilizzazione culturale e campagne di orientamento mirate a questo segmento. Ancora troppo limitata è, infatti, la loro presenza in tutti quei settori, a partire dalle professioni tecniche, su cui nei prossimi anni la domanda di lavoro e di servizi professionali è destinata a crescere sensibilmente. Così come risulta troppo contenuta la quota di donne orientate verso facoltà di tipo tecnico e scientifico.
Ma per compiere il salto di qualità che serve oggi alle professioniste è prioritario rafforzare la consapevolezza e il riconoscimento sociale del loro ruolo. La pandemia ha rivitalizzato stereotipi che sembravano in via di derubricazione, riportando da un giorno all’altro “le donne a casa”, quasi a segnare un riflusso voluto o forzato verso una nuova fase di disinvestimento professionale. Oggi è, invece, più che mai importante rilanciare il valore professionale ed economico delle donne, sostenendo la fiducia femminile nelle proprie risorse e potenzialità: ciò rappresenta un lavoro strategico che ogni contesto organizzativo e sociale dovrebbe portare avanti. Per sostenere non solo le professioniste, ma tutte le donne in una fase di passaggio epocale rischiosa, ma al tempo stesso ricca di nuove sfide e opportunità.

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