SEGUICI SU

Widgetized Section

Go to Admin » Appearance » Widgets » and move Gabfire Widget: Social into that MastheadOverlay zone

Categorie: Editoriale | Primo Piano |

4 proposte per l’attuazione del Recovery and Resilience Facility (RRF)

di Renato Ferretti, direttore di AF Online

I documenti prodotti dalla Commissione per indirizzare l’uso della RRF (Bozza di Regolamento, Guida per i Piani di ripresa e resilienza, Strategia annuale per lo sviluppo sostenibile 2021) rendono chiaro che bisogna partire non tanto dai progetti, quanto dalle strategie che, unendo investimenti e riforme, identifichino obiettivi motivati, espressi in termini di risultati attesi, cadenzati e monitorati nel tempo.

I documenti mettono un forte accento sulle condizioni istituzionali e di contesto necessarie per fare accadere davvero quanto viene programmato e confermano che la Commissione sarà assai più presente che in passato nell’accompagnare e valutare tutto ciò.

In questo contesto, per ridare nuovo slancio all’economia ed ai territori del Paese, i dottori agronomi e dottori forestali ritengono prioritariamente necessario intervenire sui seguenti aspetti:

  1. Una riforma organica del sistema Stato finalizzato alla riorganizzazione delle funzioni fra i diversi livelli istituzionali allocandole nel livello più idoneo a svolgerle e dotandolo delle necessarie risorse finanziarie.
    Contestualmente occorre ridare piena funzionalità alle strutture pubbliche perché siano di supporto reale al funzionamento delle attività sociali, economiche e territoriali.
    Occorre che ci sia una reale semplificazione del complesso normativo e delle procedure amministrative che le attuano. In questo senso i professionisti iscritti agli ordini possono essere un punto di appoggio per le pubbliche amministrazioni in quanto garanti della qualità tecnica dei progetti e delle attività che vengono svolte anche attraverso una coerente informatizzazione e digitalizzazione delle procedure e delle attività.
  2. Una riforma del sistema fiscale che dia conto della proporzionalità delle aliquote e delle detrazioni ammissibili, rendendo il sistema omogeneo e paragonabile fra le diverse categorie e all’interno di ogni singola categoria. Eliminando le evidenti sperequazioni e l’infinità di bonus settoriali a favore di una detrazione fiscale organica per gli investimenti.
  3. Un piano per fornire il territorio di infrastrutture che siano orientate allo sviluppo della mobilità lenta e a basso o nullo impatto ambientale, al miglioramento dei servizi eco-sistemici del territorio che garantisca anche un adeguato assetto idrogeologico. Su quest’ultimo punto i dottori agronomi ed i dottori forestali possono concorrere professionalmente con la progettazione delle reti idrauliche agrarie e forestali, degli interventi di ripristino delle sistemazioni idraulico-forestali nonché con una adeguata progettazione dei sistemi agroforestali sostenibili ed ambientalmente compatibili.
    Per le aree urbane un reale sviluppo del verde funzionale sia alla ricreazione dei cittadini che alla fornitura di servizi eco-sistemici per l’intera comunità. Tutto ciò in linea con quanto emerso anche al Congresso di Matera del 2019.
  4. Nell’ambito della riforma della P.A. e del rinnovo delle dotazioni organiche è necessario che all’interno delle strutture tecniche dei vari enti trovino adeguato spazio i dottori agronomi ed i dottori forestali che in funzione dell’ordinamento professionale vigente sono i professionisti deputati a svolgere funzioni decisive e ormai necessarie per rispondere positivamente alle domande che uno sviluppo sostenibile e di qualità ci richiede.

Il Consiglio Nazionale con la guida della Presidente e il coordinamento della Vicepresidente e del Consigliere Gianluca Buemi sta predisponendo un documento organico che nei prossimi giorni verrà presentato al Governo come contributo alla formazione del Piano Nazionale da presentare all’Unione Europea.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *